#moVITA. La percezione consapevole della sicurezza in discoteca

Presentati i risultati della ricerca diretta da Nicola Ferrigni

 

Si animano i locali della Movida estiva e con essi il dibattito sul tema della sicurezza negli spazi del divertimento. Martedì 5 giugno, presso “Spazio Novecento” a Roma, nel corso del seminario #moVita: la percezione consapevole della sicurezza in discoteca, il sociologo Nicola Ferrigni (Link Campus University) con Ludovica Moschini (Questura di Roma) ha presentato i risultati della ricerca realizzata su 4 locali della Movida romana (Room 26, San Salvador, Exè e Spazio Novecento).

Dopo il saluto iniziale del Prefetto della Provincia di Roma, i lavori  sono stati aperti dal Questore. A seguire gli interventi di Emilia De Bellis, magistrato in servizio presso la Procura del Tribunale dei Minori di Roma, Filiberto Mastrapasqua, dirigente del Commissariato di Polizia Esposizione, Marco De Chirico, Comandante della Compagnia Roma Eur, Angelo Moretti, già Comandante del IX Gruppo Polizia Locale Roma Capitale. Conclusioni di Roberto Massucci, dirigente superiore della Polizia di Stato.

La ricerca, la cui direzione scientifica è stata affidata a Nicola Ferrigni, fornisce dati e informazioni tanto su alcuni dei comportamenti che ne caratterizzano la frequentazione, quanto sulla percezione e sulla valutazione della sicurezza, sia all’interno che all’esterno dei locali. «Si tratta di un progetto pilota – dichiara Ferrignifinalizzato non solo a rilevare il complessivo grado di sicurezza percepita all’interno di tali locali, ma anche a suggerire “buone pratiche” rispetto alla gestione di un fenomeno così complesso, com’è quello della sicurezza negli spazi del divertimento dei più giovani».

I dati, raccolti attraverso interviste realizzate nei primi mesi dell’anno a centinaia di frequentatori dei 4 locali romani, se da un lato lasciano emergere alcuni comportamenti devianti da parte dei frequentatori che destano non poche preoccupazioni, dall’altro rilevano un rassicurante livello di sicurezza percepita. Circa 1 intervistato su 2 infatti dichiara di recarsi nei locali avendo già consumato alcol (il 32,8% vino o birra, il 16,3% superalcolici), mentre 1 su 4 dichiara di assumere droghe. Ma a preoccupare è anche quel 45% circa di intervistati che afferma di essersi messo alla guida dopo aver consumato alcol o assunto droghe.

Ciononostante, complessivamente l’82,5% degli intervistati dichiara di sentirsi sicuro nei locali in questione; un senso di sicurezza che tende a crescere per i frequentatori abituali del locale. Tale condiviso ed elevato senso di sicurezza percepita appare in linea con quanto rilevato in una precedente ricerca realizzata ancora una volta dalla Questura di Roma e dalla Link Campus University e finalizzata ad analizzare la percezione della sicurezza dello Stadio Olimpico di Roma dopo l’introduzione delle barriere in Curva. «Così come gli stadi – prosegue Nicola Ferrignianche le discoteche vengono giudicate come spazi sicuri e questo certamente perché vi è una condivisa percezione di una gestione professionale della sicurezza che si deve in primis al ruolo svolto dalle Forze di Polizia. Tuttavia, la centralità che i frequentatori delle discoteche riconoscono agli addetti alla sicurezza dei locali, impone una riflessione più ampia sulla consapevolezza del ruolo che anch’essi devono avere». E in effetti a motivare tale positiva percezione di sicurezza, per il 37% circa degli intervistati è il lavoro degli addetti alla sicurezza del locale, mentre per 21% è la presenza rassicurante delle Forze di Polizia in zona. Per quanto concerne la gestione della sicurezza, circa 3 intervistati su 4 (73,6%) ritengono che ad occuparsi della sicurezza dei locali debbano essere gli addetti alla sicurezza del locale, e questo principalmente perché reputano le discoteche “spazi privati” (24,9%), al cui interno gli addetti alla sicurezza danno maggiore affidamento poiché “sanno come muoversi” (34,3%) e perché essi “sono più rispettati in questi locali” (15,8%). Per contro, il 22,9% degli intervistati ritiene invece che la gestione della sicurezza dovrebbe essere appannaggio delle Forze dell’Ordine, e questo perché esse tutelano la sicurezza del cittadino (36,5%), fanno l’interesse del cittadino e non del locale (22,8%), infine hanno l’autorità giuridica per intervenire (21,7%).

E sono proprio le Forze di Polizia cui gli intervistati plaudono per il lavoro svolto in situazioni di pericolo o rischiose: tra quanti dichiarano di aver assistito a un intervento da parte della Polizia (complessivamente la metà circa degli intervistati), il 28,9% giudica il comportamento tenuto “corretto”, il 21,7% “professionale” il 15,7% “collaborativo” e il 9,8% “protettivo”.

Infine, dinanzi all’ipotesi estendere anche alle discoteche misure similari a quelle previste negli stadi per i tifosi violenti (ossia il Daspo, Divieto di Accesso alle Manifestazione Sportive), complessivamente ben il 60% si dichiara favorevole a questa possibilità, e questo principalmente nei casi di risse (66,5%), furti e rapine (59,8%), spaccio di droga (58,7%), uso di sostanze stupefacenti (57,5%) e molestie sessuali (56,4%).

LOCANDINA

 
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COMUNICATO STAMPA

 

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